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Gay & Bisex

Lui e loro, ai margini del bosco..


di Membro VIP di Annunci69.it Grey-Heron
06.01.2026    |    1.544    |    3 9.5
"Angelo si passa un po’ di saliva sui polpastrelli per poter pizzicare e stimolare i capezzoli della signora..."
Lui e loro, ai margini del bosco.

Il pomeriggio di settembre è caldo, ma sotto la pergola si sta bene. Le foglie filtrano la luce in chiazze dorate che si muovono lente sul tavolo. L’aria odora di terra secca e di foglie che iniziano appena a cambiare colore. Sul tavolo, i bicchieri di thè freddo sudano piano mentre il ghiaccio si muove con un suono leggero.

Aveva detto che doveva raccontarmi una cosa; “una storia che non ti aspetti”, così l’aveva definita. Ora lo guardo, cercando di leggere sul suo viso l’inizio del racconto, ma lui tace, come se stesse scegliendo da dove cominciare. Angelo è seduto di fronte a me, nel mio cortile, lo sguardo misterioso, gli occhi chiari, i capelli folti e brizzolati e le dita che girano la cannuccia nel bicchiere. Lui è un amico da tempo con il quale ogni tanto ci si vede e si gioca in due, tre, anche quattro e a volte pure oltre. Cose tra maschi.

Io non chiedo, ma la curiosità mi scorre sotto la pelle, sottile, come il fresco che sale dal vetro tra le mani.
Intorno, il giardino è fermo, intrappolato in una quiete che sembra aspettare anche lei la sua storia. Un ronzio d’insetti, il fruscio di una brezza leggera che muove le ombre tra i grappoli d’uva che pendono dalla pergola. Sul tavolo, i bicchieri di thè freddo lasciano aloni chiari sul legno. Il ghiaccio si scioglie lento.

Lui mi guarda. Ha quel sorriso appena accennato, sornione, che gli increspa un angolo della bocca e dice più di mille parole. Non c’è dubbio: ha qualcosa di bello da raccontare. Lo si vede dagli occhi, da quella scintilla che gli brilla dentro, come se non vedesse l’ora di svelare un segreto.

Vorrei che parlasse subito, ma resto in silenzio, a godermi quell’attimo di sospesa curiosità. Il tepore dell’aria e il piccolo mistero che galleggia tra noi, sopra il tavolo, tra i bicchieri di vetro e le gocce fredde che scendono lente.

“Allora? Che hai da raccontarmi?”
“Ero al fiume la settimana scorsa e l’incontro è stato decisamente inaspettato e si è concluso alla grande"
“Ci credo. Racconta!”
§§§
Il fiume che d’estate è poco più di un torrente povero d’acqua, scorre lento, quasi in silenzio, sotto il sole di settembre. La poca acqua è bassa, chiara, si arrende ai sassi e alle rocce che affiorano, lucide. Ai bordi, il greto si allarga in piccole spiagge di ghiaia, dove l’erba alta piega appena al passaggio del vento.

I sentieri si perdono tra i cespugli e il bosco fitto, che avvolge tutto in una frescura umida, profumata di terra e di foglie. Il sole filtra tra i rami, a tratti. Attorno, si sente solo il frinire degli insetti e qualche battito d’ali. Tutto sembra fermo, disteso nella quiete piena del tardo dopo pranzo.

Angelo, avendo il pomeriggio libero da impegni ha deciso di concedersi una pausa sulle sponde del corso d’acqua. Vuole prendere un poco di sole, nudo, dimenticare lavoro, famiglia, impegni ed eventualmente rimediare una dose di sesso, con la complicità del denso e compatto bosco.

Il posto è molto frequentato nei fine settimana, sia da coppie che da maschi soli. Ma oggi è nel mezzo della settimana e probabilmente saranno poche le possibilità. Ha lasciato la macchina sul ciglio della comunale dove era parcheggiata solo qualche altra vettura.

Si incammina per il sentiero maestro che segue la riva del torrente. L’acqua scorre limpida tra le rocce, e il suo mormorio accompagna i passi lenti sull’erba umida. Porta sulla spalla uno zaino leggero, indossa polo e bermuda di cotone da spiaggia. Il volto è segnato dal sole e dall’aria calda del pomeriggio.

Un altro essere umano gli compare davanti. Un uomo di mezza età, con solo un costume addosso. Egli tenta un contatto con gli occhi, che Angelo evita. Non rientra nelle sue preferenze fisiche.

Il sentiero piega verso la boscaglia, dove la luce si fa più rarefatta e l’odore di muschio riempie l’aria. Angelo prosegue in silenzio tra gli alberi, mentre il rumore dell’acqua si attenua alle sue spalle e il fruscio delle foglie lo accoglie tra gli alberi.
In lontananza, oltre una curva del fiume, si vede il vecchio ponte di legno: storto, consumato dal tempo, ma ancora saldo, come se custodisse la memoria del luogo. Siamo in collina, e l’aria porta con sé un senso di pace antica, di cose che non hanno fretta.

Dentro di lui convivono due sensazioni: la speranza di riconoscere un segno, una presenza, e il timore di non trovarla. Il bosco, denso e verde con il suo odore di terra e acqua entra nelle sue narici egli mentre avanza, sperando nella presenza di qualche altro umano che si possa incontrare qui, lungo il fiume, per lo stesso motivo.

C’è qualcosa nell’aria, difficile da dire: una presenza, un’attesa. Come se da un momento all’altro dovesse succedere qualcosa, piccola o grande, non importa, ma il mondo, per ora, rimane immobile, in ascolto.

Ad un tratto, tra le foglie basse di un cespuglio, Angelo nota una testa dai capelli abbastanza lunghi e scuri. Si ferma per non fare rumore, trattiene il fiato e sente il sangue viaggiare più veloce per la sorpresa. La testa mora di capelli si muove in modo molto esplicito come a praticare un rapporto orale. Lui osserva brevemente la scena poi in modo quasi furtivo cerca di posizionarsi nei dintorni per capire o meglio, osservare che cosa sta accadendo.

“Mhhhh, molto molto interessante. Poi che è successo? Dai raccontami.”

Il mio amico sorseggia un po' di the’ freddo dal bicchiere che lascia cadere gocce di condensa formata dal ghiaccio.

“Pensavo fosse uno che faceva un pompino ad un altro. Mi sono spostato in una posizione più favorevole alle loro spalle, nascosto dai cespugli e ho visto che invece era una donna. L’uomo era steso su un telo di spugna color giallo. Era completamente nudo. Lei invece non era nuda. Indossava soltanto una canotta bianca ed era accovacciata sulle ginocchia tra le gambe di lui e lo stava spompinando. Così nascosti nella piccola radura dietro i cespugli ai margini del fiume era difficile notarli. Mentre li osservavo mi sono accorto che dal sentiero del ponticello stava arrivando un altro uomo."

“Ha…allora vi ha raggiunto un altro partecipante.”

“No, non volevo che si fosse accorto della situazione e che si fermasse a rompere i coglioni, così ho fatto finta di ciondolare nei dintorni con la speranza che tirasse dritto. Ha cercato un mio contatto visivo che non ho concesso ed è passato oltre. Pure io mi sono incamminato per qualche decina di metri per non risvegliare la loro attenzione e deviare il nuovo arrivato.”

“Bene, sei poi ritornato?”

“Oh si, certo, ci puoi contare.”

Angelo, fa pochi passi allontanandosi dai due e anche per sviare l’attenzione del terzo incomodo che fortunatamente, camminando per il sentiero è scomparso nel folto della vegetazione.

Dopo essersi assicurato che il tizio è scomparso egli lentamente e in modo molto cauto ritorna sui suoi passi. Vuole osservare la coppia che fa sesso nella natura. La scena che intravvede appena si avvicina lo eccita assai.

Angelo è sposato e non è più un ragazzino. E’ un uomo maturo, molto gradevole come persona, ben formato fisicamente. Il tipo insospettabile che ama trastullarsi con altri uomini quando ne ha occasione. Il perfetto bisex. Oggi nel bosco contava in qualche avventura con un maschio o due, invece sta osservando una coppia nella quale la lei sta succhiando nuda il cazzo al suo lui.

“Ti eccitava guardare?”

“Si, mi era venuto il cazzo duro. Guardavo lui che era un bel cinquantenne in forma mentre lei lo spompinava. Molto brava a succhiare. I capelli mori poco lunghi alle spalle venivano spostati dietro la nuca dalle mani di lui. Si intravvedeva la fede nunziale. Ne ho dedotto che uno sposato non porta la moglie al fiume per farsi fare le pompe. Lei, probabilmente era una amica di scopate o una amante porca come porco lo era sicuramente anche lui.”

Mentre i due sono impegnati nel loro lavoro di bocca, Angelo si avvicina di più in modo silenzioso e guardingo. Non sa se verrà cacciato in malo modo se i due si accorgono di lui oppure forse lo lasceranno guardare. Adrenalina sale, battito cardiaco e eccitazione aumentano e pure gli ormoni si muovono. Angelo è molto eccitato dalla visione e dalla situazione. In poche parole ha le farfalle nello stomaco.

“Cazzo che storia! Dimmi, si sono poi accorti di te?”

“Al momento no…poi dopo alcuni minuti, si! Lui si è accorto di me e ci siamo scambiati sguardi intensi, non intravvedevo nessuna espressione negativa nel suo viso. Mi lasciava guardare e la cosa mi è sembrata incoraggiante. Anzi, sembrava persino che il suo sguardo mi esortasse a rimanere lì in silenzio. Poi mi ha fatto cenno di OK con la mano.”

Mentre si scambia lo sguardo intenso con l’uomo della coppia, Angelo si accorge che il terzo incomodo sta ritornando indietro. Per non risvegliare l’attenzione del tipo, si sposta allontanandosi dai due con la pretesa di non aver visto nulla. Il terzo incomodo forse anche lui in cerca di uccello squadra Angelo con insistenza per attirare il suo interesse ma senza successo. Continua nella sua passeggiata di ritorno verso il vecchio ponte di legno per poi scomparire dalla scena.

“E tu che hai fatto?”

“Ho lasciato che il tipo se ne andasse e sono tornato dalla coppia.”

Nel frattempo i due hanno cambiato posizione. Il maschio cinquantenne ha probabilmente informato la sua amante che erano osservati da un altro bel maschio maturo e piacente. Angelo torna sul posto. Ora è lei che sta stesa sul telo giallo a gambe larghe. La canotta piuttosto striminzita non le copre nemmeno l’ombelico e mette comunque in evidenza un bel paio di tette che sembrano essere comunque piuttosto sode per l’età. Una bella donna comunque, con una carica erotica non indifferente. Lui, sulle ginocchia chinato in avanti con la testa tra le gambe di lei, sta leccandole la fica incorniciata da un triangolino di pelo nero. La prima cosa che Angelo nota è il culo di lui data la posizione supina. Un bel culo fatto bene, liscio in fondo alla schiena anche quella ben formata. Un bel esemplare di maschio maturo e sodo come i tipi che Angelo ama intrattenersi. Non gli piacciono giovani. Lui li vuole maturi, attivi e con notevoli dimensioni tra le gambe. Essendo sposato, comunque, apprezza anche la fica nel suo giusto.

Lei da stesa si appoggia comunque ai gomiti, socchiude e apre gli occhi, persa nel godersi la lingua di lui, quando ad un tratto si accorge che Angelo li sta spiando. Lo fissa negli occhi senza sorpresa come se lo stesse aspettando, il che sta ad indicare che lui è il benvenuto a guardare. Il suo compagno continua a leccarla tra le gambe. Lei gode del servizio, butta gli occhi al cielo, li chiude, li riapre. Estasi! Essere osservati.

“Oddio che bellezza! Poi? Dai, continua.”

“Oh…niente, mi sono avvicinato sempre di più, il cazzo mi era partito con una durezza che non provavo da un po'.”

Lo osservo in volto, i nostri sguardi si incrociano, prende un altro sorso di thè freddo. Il mio amico sembra proprio essere soddisfatto della avventura.

“Senti… ti interrompo un momento…mi ha messaggiato Maurizio l’altro giorno e mi ha chiesto quando ci si può rivedere. Vorrebbe farsi ancora una bella scopata con te come l’ultima volta, quando ti ha messo a novanta davanti allo specchio mentre io e lui facevamo a lingua in bocca. Dobbiamo rivederlo senza far passare troppo tempo”.

“Si, dobbiamo rifarlo al più presto, devo organizzarmi un pomeriggio dal lavoro. Lo faremo tra qualche settimana.”

“Dai…allora, continua. Eravamo rimasti che lei ti aveva notato mentre lui la leccava.”

Angelo, si avvicina sempre di più ai due. La visione del culo di lui mentre in ginocchio le lecca la fica con le mani sulle cosce per tenerlee le gambe ben aperte, gli fa pulsare le vene del collo e gli produce secchezza in gola. I bermuda di cotone leggero che indossa sono tesi sul davanti. E’ il cazzo duro che preme sul tessuto.

Con un po' di timore ma anche con tanto desiderio di partecipare, Angelo osa allungare la mano destra per accarezzare le natiche dell’uomo con la speranza di non essere allontanato. Ha il culo leggermente peloso, quel po’ che basta per rendere il tatto gradevole mentre gli ormoni corrono a mille. L’uomo non disdegna di essere prima toccato poi accarezzato sempre più decisamente. Questo è il segnale che acconsente al gioco di diventare una avventura a tre.

Sebbene l’uomo sia in ginocchio e proteso in avanti per leccare la succosa vulva della signora è facile per il nostro protagonista, vedere bene le palle che pendono. Angelo continua ad accarezzare le natiche dell’uomo poi passare a giocare con i coglioni che sembrano essere belli sodi. Infine afferrandogli il cazzo da sotto, da barzotto lentamente glielo fa diventare duro mungendolo. Questa si rivela essere una bella complicità tra uomini, mentre lei osserva e gode della lingua sulla sua calda fica.

Il curioso di prima ha fatto marcia indietro, forse vuole capire perché Angelo si trovasse più o meno nello stesso punto mentre lui andava avanti e indietro. Li scopre e li osserva con curiosità. Angelo non è propenso a farsi rompere le uova nel paniere dal tizio e con segno della mano gli indica che non è il benvenuto, che sta rompendo i coglioni e di togliersi dal cazzo. Il tizio gira sui tacchi e se ne va.

I due hanno cambiato posizione, ora sono entrambi inginocchiati sulle cosce uno davanti all’altra e si baciano. Fanno a lingua in bocca e si abbracciano. Sono baci umidi, succosi e molto focosi. Le ha tolto la canotta e ora lei è nuda. Le solide tette (un po’ troppo solide) sono comunque una bellezza. L’uomo si china sul suo seno e inizia a titillarle i capezzoli con la lingua. Lei reclina la testa indietro. Lui continua a leccarla fino a salire sulla gola per poi rimetterle la lingua in bocca. Lei osserva Angelo che sta in piedi accanto a loro. Gli lancia lunghe occhiate, sono sguardi che sembrano dire, “guarda, osserva mentre noi ci divertiamo”. Ma c’è di più nello sguardo di lei. Traspare lussuria, sensualità, porcaggine, voglia di andare oltre. Un raggio di sole filtra per caso tra le foglie degli alberi e le illumina il viso.

Lei è certamente una bella donna, un volto maturo ma molto giovanile dalla pelle ben curata. Poco trucco le esalta comunque i lineamenti. Piccole rughe sono presenti ma molto superficiali, la pelle abbronzata non ha opacità. L’abbronzatura è integrale.

Lui fa segno ad Angelo di avvicinarsi per formare il trio. Si sposta in piedi di fianco ai due che continuano a rimanere inginocchiati uno di fronte all’altra. L’inguine di Angelo è alla stessa altezza dei loro volti. L’uomo gli ordina di tirare fuori il cazzo e di abbassare i bermuda ma lui fa di più e se li cala del tutto togliendoseli e spostandoli con i piedi coperti dai sandali. Ora il suo cazzo è duro e scappellato e svetta per aria davanti alle loro facce che lo osservano mentre continuano a slinguazzarsi in bocca.

Non deve essere comodo per i due amanti stare sulle ginocchia ma sembra che la posizione piaccia e sia adatta all’evento. L’uomo allunga la destra sotto di lei e le va a stimolare la fica sicuramente umida, titillando e pizzicando leggermente il clitoride. Lei sospira e si compiace del gradevole trattamento. Angelo è molto eccitato dalla situazione che non si aspettava.

“Mhhh sempre meglio sta storia. Mi fa piacere che ti sia accaduta. Poi il fatto che eravate nascosti tra le fratte rende l’avventura più eccitante ancora.”

“Eh No! Io ero in piedi. Loro essendo bassi sulle ginocchia erano protetti dai cespugli ma io ero in piedi e chiunque passando poteva vedermi e scoprirci. Ero piuttosto teso e preoccupato di essere visto, ma era tutto così maledettamente eccitante. Fare le cose con il rischio di essere scoperti ha reso l’avventura ancora più gustosa. Comunque sapendo che era pomeriggio tardi e nel mezzo della settimana, probabilmente non c’era quasi nessuno nei dintorni.”

L’uomo afferra il polso di Angelo e porta la mano sul seno di lei. Vuole che la signora venga accarezzata, toccata, palpata. Iniziano in questo modo mille carezze sulle sue tette, palpamenti, strizzatine leggere. Angelo si passa un po’ di saliva sui polpastrelli per poter pizzicare e stimolare i capezzoli della signora. Lei sembra apprezzare e gradire assai. Forse sente brividi salire e scendere dalla schiena.

Mentre Angelo è impegnato a palparla, l’uomo allunga la mano sinistra, gli afferra il cazzo gonfio e inizia prima ad accarezzarlo, poi a segarlo con delicatezza, stringergli un po’ i coglioni e anche con due dita massaggiargli la cappella. Angelo non è proprio colto di sorpresa visto che poco prima il lui di coppia si lasciava toccare il culo.

Mentre l’uomo sulle ginocchia sgrilletta la passera di lei, con la sinistra sega il cazzo duro del nostro protagonista e allo stesso tempo slingua la bocca della signora che sta ansimando di piacere.

Poi succede l’inaspettato. I due smettono di baciarsi e focalizzano la loro attenzione sul cazzo di Angelo. E’ l’uomo che apre il nuovo gioco. Incomincia a baciare la cappella poi a passare la lingua su tutto il cazzo. Interviene lei che a sua volta ripete come a seguire le istruzioni del compagno.

“Cazzo noooo. Non mi dire! Ti hanno succhiato insieme?”

“He si caro. Non me la spettavo. Era pura libidine, Due bocche calde insieme, sul mio arnese”

Angelo sta in piedi a gambe larghe per tenersi saldo in equilibrio e i due, maschio e femmina in ginocchio davanti a lui. Lo stanno succhiando un po’ per uno. Gli leccano entrambi l’asta del cazzo. Poi l’uomo spinge la testa di lei sulla bestia dura e scappellata. Lei se la mette tutta giù fino in gola e si prodiga in succhiate umide di saliva. Ora è lui che fa la stessa cosa dopo che lei ha mollato. L’uomo inizia un succoso pompino, fatto con maestria e voluttà.

Il mio amico è al settimo cielo. Una coppia che lo sta usando come oggetto di godimento. Fantastico. Ma la cosa più sensuale, anzi no…più porca è la complicità tra i due per dividersi un cazzo duro tra di loro.

Leccate, succhiate, lappate, da entrambe le bocche sembrano continuare senza fine. Angelo sente che l’orgasmo inizia a salire dal basso ventre. Potrebbe eruttare da un momento all’altro. Li avvisa che sta per sborrare, non può più trattenersi. Loro per tutta risposta mantengono i volti e le bocche attaccate al tumido pene.

Poi con un rantolo forte e rauco causato dall’orgasmo, Angelo emette una sborrata intensa e copiosa, senza curarsi dove schizzarla. Anzi con il desiderio di riempire la faccia dei due. E così vede la sua crema densa biancastra e calda schizzare sui due volti e imbrattarli ovunque e colare sulle labbra sia di lui che di lei. Le loro lingue assaggiare il sapore salaticcio della sua sborra.

I due estraggono dei fazzolettini da uno zainetto, si puliscono entrambi il volto e senza una parola ma con un bel sorriso soddisfatto gli fanno cenno di ciao con la mano.

Angelo si scuote il cazzo per liberarsi delle ultime gocce di sperma e rimette i bermuda. Respira a pieni polmoni l’aria del tardo pomeriggio. Stenta a credere che sia accaduta a lui questa avventura. E si incammina verso il ponticello di legno che porta oltre la riva del quasi secco fiume.

“Ma al parcheggio c’erano altre vetture?”

“No soltanto le nostre due”

Angelo finisce gli ultimi sorsi di thè freddo.
Leggo soddisfazione nei suoi occhi e mi accorgo che mi sto accarezzando una bella erezione che mi è partita nell’ascoltare il suo racconto.

“Vuoi ancora un po' di thè freddo?”
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